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di Salvatore Esposito, 16/04/2020

Realtà tra le più interessanti della scena musicale pugliese, la Sossio Banda nasce nel 2008 a Gravina in Puglia (Ba) da un’idea del sassofonista e compositore Francesco Sossio Sacchetti (Sassofoni, clarinetto, fiati tradizionali e voce) ed attualmente composta dalla talentuosa Loredana Savino (voce), Pasquale Barberio (fisarmonica), Daniele Castellano (chitarre), Walter Vivarelli (batteria, tamburi a cornice) e Giovanni Montesano (basso e contrabbasso). Partendo dalla tradizione musicale dell’Alta Murgia, il gruppo ha dato vita ad originale percorso di ricerca che li ha condotti ad esplorare le commistioni con le sonorità del Mediterraneo e il dialogo tra strumenti popolari e contemporanei, ma soprattutto a comporre un corposo repertorio che comprende brani originali e rivisitazioni di tradizionali.

Dopo aver debuttato con “Muretti a secco”, uscito a nome di Francesco Sossio Sacchetti, la formazione pugliese ha intrapreso una intensa attività dal vivo, suonando nei principali festival italiani ed internazionali e nel 2013 ha dato alle stampe l’ottimo “Sugne” che rappresentava la più compiuta rappresentazione della loro cifra stilistica. A distanza di sei anni da quest’ultimo, la Sossio Banda festeggia i dieci anni di attività con “Ceppeccàt”, concept album, liberamente ispirato dal libro “I vizi capitali e i nuovi vizi” di Umberto Galimberti, nel quale hanno raccolto sette brani originali che indagano l’uomo moderno attraverso i suoi peccati, ponendo in luce le contraddizioni che lo caratterizzano.

Emblematico, in questo senso, è il titolo che, in dialetto barese, si apre alla doppia lettura: “che peccato” per l’uomo e “c’è peccato” nell’uomo. Dal punto di vista prettamente musicale, l’album sposta ancora più avanti i confini della ricerca sonora del sestetto con un sound che, alle aperture bandistiche e balkan dei fiati, affiancano atmosfere riflessive e di taglio cantautorale in cui particolare cura è riposta nelle melodie. Il risultato è un articolato ritratto in musica dell’uomo contemporaneo, un’indagine antropologica e sociologica declinata attraverso le contraddizioni e le peculiarità che lo caratterizzano e che, negli anni, hanno determinato conseguenze spesso tragiche per l’umanità.

L’ascolto si apre con l’esplosiva e trascinante “Ammìdie” in cui si canta dell’invidia che sempre più spesso finisce per distruggere i rapporti umani, e prosegue con il crescendo, guidato da fisarmonica e fiati, di “Sàziati” che ruota intorno all’ingordigia, la fame di potere e denaro di pochi che si arricchiscono sulle spalle della collettività. Le sonorità folk-rock di matrice cantautorale de “L’avaro” fanno da preludio alla scorribanda sonora di “Ira” con i fiati ad impreziosire la linea melodica che avvolge una riflessione profonda su come l’ira abbia provocato molte vittime nella storia, ma nel contempo abbia animato tante lotte per la libertà e la democrazia.

Se la brillante architettura sonora di “Timbe” è l’occasione per meditare sull’accidia in rapporto allo scorrere del tempo, la successiva “Lui e Lei” è il vertice compositivo del disco con la voce di Loredana Savino che racconta di una coppia di amanti e della loro triste storia di amore e lussuria. Chiude il disco la ballata narrativa “Chisse so loure” con la superbia dell’uomo nei confronti del regno animale che ci sta portando alla progressiva autodistruzione. Insomma, “Ceppecàt” è un grande ritorno per la Sossio Banda, un disco di grande spessore non solo musicale ma anche da quello lirico.

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